Il Romanticismo nasce in Germania e in Inghilterra alla fine del Settecento, per poi diffondersi nel resto d’Europa e approdare in Italia nel 1816.

Il contesto storico entro cui si sviluppa è quello dell’Età della Restaurazione, dei movimenti di indipendenza e delle rivoluzioni culminate nei moti del 1848.

Dal 1799, quando Napoleone sale al potere in Francia grazie ad un colpo di Stato, si susseguono otto anni di guerre in Europa. Solo nel 1815, il Congresso di Vienna riporta i confini degli Stati europei alla situazione precedente alle campagne napoleoniche, rimettendo al trono le dinastie spodestate.

Si decide di seguire due principi fondamentali:

  • principio di legittimità: restaurare sui troni d’Europa i sovrani legittimi;
  • principio di equilibrio: garanzia della pace grazie al compromesso tra gli Stati.

Poco dopo la fine del Congresso, per salvaguardare l’Europa nascono la Santa Alleanza e la Quadruplice Alleanza, con il principale obiettivo di proteggere gli Stati da nuove rivoluzioni.

Durante questo periodo, la borghesia ottocentesca non si riconosce negli assolutismi monarchici, essendo più affine a regimi costituzionali e parlamentari. Il panorama politico è variegato: conservatori sostenitori dell’assolutismo; anti-napoleonici e giovani intellettuali che invocano a gran voce la libertà delle nazioni. Si diffondono così le società segrete, protagoniste dei moti di liberazione del ’20 e del ’30, scoppiati anche a causa delle precarie condizioni economiche.

La Rivoluzione industriale, che si era sviluppata in Inghilterra alla fine del XVIII secolo, giunge in alcune zone d’Europa, come la Francia, la Prussia, poche aree dell’Impero asburgico e l’Italia settentrionale. L’industria decolla e si sviluppa il capitalismo, sistema economico basato sulla proprietà privata dei mezzi di produzione e dei capitali. Sono due le classi sociali a prendere il sopravvento: capitalisti, coloro che detengono il controllo dei sistemi di produzione, e proletari, che offrono il loro lavoro in cambio di un salario.

Dopo i moti del ’20 e del ’30, nel 1848 l’Europa è attraversata da una nuova ondata rivoluzionaria. In Francia c’è il primo contrasto tra borghesia e proletariato urbano, mentre in Germania, nell’Impero asburgico e in Italia masse di contadini e operai, guidati dalla borghesia, lottano contro il conservatorismo.

L’esito del Risorgimento è l’unificazione italiana, raggiunta il 17 marzo 1861 con l’incoronazione di Vittorio Emanuele II come re d’Italia.

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