Dopo il naufragio della Provvidenza e la morte del padre Bastianazzo, ‘Ntoni torna ad Aci Trezza. Non accetta però la vita dei pescatori e della gente del paese, in quanto, attratto dalla città, ritiene il lavoro un’inutile fatica. Questo porta il giovane ad un duro confronto con il nonno, il vecchio ‘Ntoni, ancora legato al passato e alle tradizioni.

«Beato quell’uccello che fa il nido al suo paesello» esordisce Mena, la sorella del giovane che vuole convincerlo a non andare via in città, ma a rimanere nel paese in cui è nato, dove anche i sassi sanno chi sei. ‘Ntoni però risponde dicendo che è stanco di vivere lì e di essere l’ingranaggio di un circolo in cui ogni giorno bisogna ricominciare a lavorare e faticare per poter vivere. Il nonno allora gli chiede che cosa voglia fare in città senza lavorare, forse l’avvocato, che in quel tempo era visto come un lavoro privo di fatica, ma ‘Ntoni risponde di no.  Il giovane si mette sull’uscio di casa con le spalle al muro e guarda gli altri passare, che in quel momenti gli sembrano tutti spensierati. In questo modo egli riesce a riposarsi per il giorno dopo in cui ricomincerà la solita routine, proprio come fa l’asino di compare Mosca.

Si avvicina al giovane la madre che, inizialmente senza parlare, vuole confortarlo. In un secondo momento prova a convincere il figlio a non andare via da quel paese, ma lui, convinto della sua posizione, risponde che andarsene in città sarebbe stato meglio per tutta la famiglia. La madre, rassegnata, va in camera da letto ad inzuppare il cuscino di lacrime, piangendo.

Il nonno chiama ‘Ntoni fuori vicino alla cappelletta chiedendogli perché si comporta in quel modo, ma il giovane si stringe nelle spalle senza rispondere. Padron ‘Ntoni allora cerca le parole per poter convincere il nipote ed interviene con un proverbio «Chi va coi zoppi all’anno zoppica».

Dopo questo intervento del vecchio, il nipote afferma di essere un povero diavolo, e il nonno nuovamente gli fa notare che è stato così anche per lui e per suo figlio, ovvero suo padre. Padron ‘Ntoni interviene con un altro proverbio «Più ricco è chi meno desidera». Successivamente chiede al nipote almeno di non dire queste cose davanti a sua madre. ‘Ntoni esordisce affermando che sarebbe stato meglio per sua madre se non lo avesse partorito e che lui vuole farla ricca visto che deve affrontare molte spese come la dote di Mena, la crescita di Lia e e le annate scarse.

Il nonno vuole sapere che cosa avrebbero fatto allora quando sarebbero stati ricchi e il giovane risponde che avrebbero mangiato carne e pasta tutti i giorni. Il nonno persiste nelle sue posizioni e non vuole andarsene da casa sua perché vuole morire nel posto in cui è nato «Ad ogni uccello il suo mondo è bello». A causa di questo paragone il giovane si arrabbia e risponde dicendo di non essere un animale, un cane, un mulo o un asino.

Il nonno fa notare al giovane che chi cambia la vecchia strada per quella nuova trova sempre peggio e non meglio. Il giovane ha paura del lavoro, ma non ne deve avere; suo nonno infatti non ne ha avuta quando si è ritrovato da giovane con la Provvidenza da mandare avanti e cinque bocche da sfamare. Anche sua madre non ha paura, anzi è simile ad una formica che lavora senza mai lamentarsi e sacrificandosi per i suoi figli. A queste parole il giovane si mette a piangere, ma il giorno successivo è di nuovo punto da capo.

Analisi

I due ‘Ntoni incarnano due opposte concezioni di vita: il nipote non si rassegna ai valori della famiglia e della tradizione e il nonno intuisce che la scontentezza del nipote è causata dal suo desiderio di non lavorare. Il nonno dice a ‘Ntoni, che vorrebbe arricchirsi senza fatica, che «più ricco è in terra chi meno desidera»: queste parole sono ispirate alla morale del dovere, ma non convincono ‘Ntoni.

La scelta individualistica di ‘Ntoni contrasta la volontà del nonno e lo separa dal nucleo famigliare, egli ha una vaga bramosia dell’ignoto: vuole staccarsi dalla famiglia per vaghezza dell’ignoto o per brama di meglio, non curante che il mondo, come se fosse un pesce piccolo, se lo ingoierà.

Written by Charlotte Gandi

| Insegnante di Lettere | Comunicatrice | Creatrice di Contenuti Mi trovate tra le pagine di questo blog, immersa tra le parole dei letterati, ma anche ogni settimana su Youtube con una nuova video-lezione di Letteratura 📌

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